IED – Esercitazione 11 D – 2009-10 – Come costruire un fornello solare con il materiale che abbiamo a disposizione in casa

D – IED, Milano.  Anno accademico 2009-2010
Cattedra di sociologia.
Esercitazione numero undici.
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Come costruire un fornello solare
con il materiale che abbiamo a disposizione in casa.
Il primo forno (o fornello) solare conosciuto fu costruito da Horace
de Saussure, un naturalista svizzero, nel 1767.  Oggi i “forni solari” sono molto popolari sia in India che in Cina e si definisce funzionale il fornello che cuoce in un tempo appena doppio di uno normale alimentato a gas o ad elettricità.

IED – Esercitazione 11 D – Come costruire un fornello solare

In rete ci sono molti modelli di forni o fornelli solari ad essi rinviamo per i principi costruttivi. Il più popolare è il “Kyoto Box” che nel 2009 ha vinto il “Climate change challenge”, oggi è prodotto in serie e costa cinque dollari.

L’espressione di bricolage è un termine che ricorre in svariate discipline per indicare delle costruzioni realizzate da una certa gamma di cose che capita di avere a disposizione.
Scrive Claude Lévi-Strauss in Il pensiero selvaggio (1962): “Nel suo antico significato, il verbo bricoler si applica al gioco della palla e del biliardo, alla caccia e all’equitazione, ma sempre per evocare un movimento accidentale: quello della palla che rimbalza, del cane che si distrae, del cavallo che scarta dalla linea diritta per evitare un ostacolo.
Oggi per bricoleur s’intende chi esegue un lavoro con le proprie mani, utilizzando mezzi diversi rispetto a quelli usati dall’uomo del mestiere.  Il bricoleur è capace di eseguire un gran numero di compiti differenziati, ma, diversamente dall’ingegnere, egli non li subordina al possesso di materie prime e di arnesi, concepiti e procurati espressamente per la realizzazione del suo progetto: il suo universo strumentale è chiuso e, per lui, la regola del gioco consiste nell’adattarsi sempre all’equipaggiamento di cui dispone, cioè a un insieme via, via finito di arnesi e di materiali, peraltro eterocliti… Egli interroga tutti quegli oggetti che costituiscono il suo tesoro, per comprendere ciò che ognuno di essi potrebbe "significare", contribuendo così alla definizione di un insieme da realizzare che alla fine, però, non differirà dall’insieme strumentale se non per la disposizione interna delle parti.

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La lampadina non deriva dalla candela, né il reattore dal motore a scoppio. Per produrre un nuovo oggetto l’ingegnere dispone sia di materiali appositamente destinati a quell’uso, sia di macchine progettate esclusivamente a quel fine ed egli si mette all’opera solo dopo aver riunito i materiali e gli strumenti che servono esattamente al suo progetto. Il bricoleur, invece, si arrangia con gli scarti. La maggior parte delle volte gli oggetti che produce non fanno parte di un progetto più generale, ma sono il risultato di una serie di avvenimenti contingenti, il frutto di tutte le occasioni che gli si sono presentate per arricchire la sua collezione di cianfrusaglie. Come ha notato Claude Lévi-Strauss gli strumenti del bricoleur, contrariamente a quelli dell’ingegnere, non possono essere progettati in anticipo. I materiali di cui dispone non hanno una destinazione precisa. Ciascuno può essere utilizzato per cose diverse. Questi oggetti hanno in comune soltanto il fatto che “potrebbero sempre servire”. A che cosa? Dipende dalle circostanze. Per molti aspetti il processo dell’evoluzione ricorda questo modo di operare. Spesso senza progetti a lungo termine, il bricoleur prende un oggetto dal suo ambiente e gli dà una funzione inattesa. Da una vecchia ruota di automobile costruisce un ventilatore, da un tavolo rotto un parasole. Questo genere di operazione non è molto diverso da ciò che compie l’evoluzione, per Darwin infatti, le nuove strutture vengono elaborate a partire da organi preesistenti che in origine erano incaricati di un determinato compito ma che si sono progressivamente adattati a funzioni differenti.  Allo stesso modo le strutture che sembrano non avere né significato né funzione e che, secondo le parole di Darwin, assomigliano a “pezzi di anatomia inutile”, sono facilmente spiegabili come vestigia di qualche funzione più antica. Così , conclude Darwin, “se un uomo costruisce una macchina con un fine determinato, ma usa allo scopo, modificandoli leggermente, vecchie ruote, vecchie pulegge e vecchie molle, la macchina, con tutte le sue parti, potrà essere considerata come organizzata in vista di quel fine.

Obiettivo dell’esercitazione è quello di realizzare un forno o fornello solare funzionante.
Ogni gruppo può elaborarlo nel modo che ritiene più opportuno.
Saranno considerati vincitori i primi tre fornelli che oltre a funzionare saranno ritenuti interessanti per il costo, il disegno, l’originalità.

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