IED – Esercitazione 10 B (D) – 2009-10 – Un cappellificio a forma di… cappello, ed una torre che è… quel che sembra!

D – IED, Milano.  Anno accademico 2009-2010
Cattedra di sociologia.
Esercitazione numero dieci.  B
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Un cappellificio a forma di…cappello, ed una torre che è… quel che sembra!
La Hut Fabrik (il Cappellificio Steinberg) a Luckenwalde (°) e la Einsteinturm a Potsdam
di Erich Mendelsohn.

IED – Esercitazione 10 B - Design – Un  cappellificio a forma di…cappello, ed una torre che è… quel che sembra!

“Dobbiamo essere con consapevolezza architetti immaginari”, scriveva Bruno Taut nel 1919.  L’anno appresso fondò una rivista di architettura che chiamerà Frühlicht, l’alba, è una delle palestre dell’espressionismo.  Nell’aprile del 1919 Walter Gropius è nominato direttore del Bauhaus.
In questa manciata di anni che seguono la fine della prima guerra mondiale a Mosca trionfa la rivoluzione leninista, in America si processano Sacco e Vanzetti, Mussolini marcia su Roma.  Nelle arti l’asciutto realismo dei pittori della Neue Sachlichkeit si stempera nelle passioni e nelle ombre dell’espressionismo che sogna cattedrali di cristallo.  La biografia di Henry Ford celebra la produzione industriale, è tradotta in tedesco e solleva un certo entusiasmo: la “catena di montaggio” diventa un paradigma della “volontà di potenza”.  Vladimir Tatlin progetta il “Monumento alla Terza Internazionale”, Naum Gabo, che soffre di miopia, l’accusa di essere una copia della Torre di Eiffel.  La poetica formalista proposta da Vasilij Kandinskij è bocciata dall’Inkhuk di Mosca.  Si gettano le fondamenta della grande Exposition di Parigi.  A Los Angeles nel 1922 si costruisce una nuova casa ogni ventisei minuti.  Kurt Schwitters prosegue la costruzione della Merzbau, è un work in progress, Hans Richter che la visita è allibito, ci sono anfratti, pieghe, ricettacoli di immondizia, buchi, ciascuno dei quali con il nome di un amico, frammenti di pubblicità, ciocche di capelli, una dentiera, un recipiente ricolmo di orina.  Lui, che diverrà famoso per i suoi film astratti, non capisce che questo è il primo monumento all’inconscio.  Intanto, a Parigi dominano le idee enigmatiche di Dada e si prepara il secondo avvento, si chiamerà surrealismo.  Chi va a Tokyo dorme all’Imperial Hotel di Frank Lloyd Wright.  Mezzo secolo dopo diranno che è la sua opera più bella.  Mies van der Rohe, sogna ancora la poesia congelata e veste gli edifici di cristalli, un omaggio al narcisismo che passa per Paul Scheerbart e gli amici della Gläserne Kette.  Siamo lontani dalla stazione tra la neve di Helsinki disegnata da Eliel Sarinen, così come dal cupo e pretenzioso neo-goticismo del Chicago Tribune di Jood e Howells,   Diranno, sono stati i committenti a volerlo così.  Ulisse di James Joyce è del 1922.  Psicologia  delle masse ed analisi dell’Io, di Sigmund Freud del 1921.  Nel 1921 è completato il “quarto” volume della Recherche di Marcel Proust, s’intitola Sodoma e Gomorra.  Nel 1919 erano usciti Mont de piété di André Breton e Allegria di naufraghi di Giuseppe Ungaretti.  L’anno dopo Filippo Tommaso Marinetti pubblica due lavori, Elettricità sessuale e Al di là del comunismo.  Con questo due titoli dà l’avvio ad una lunga stagione di “marchette”.  Peccato per l’architettura, Antonio Sant’Elia era morto a Quota 77, vicino Monfalcone nel 1916, in quella che lo stesso pontefice definì “un’inutile strage”.  
 

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Eric Mendelsohn, nato il primo giorno di primavera del 1887, nella Prussia Orientale, e morto a San Francisco nel 1953, è uno dei più importanti esponenti dell’architettura espressionista tedesca, amico e sodale degli artisti del “Blaue Reiter” e di “Die Brücke”, fondatore con Mies van der Rohe e Gropius del gruppo noto come Der Ring.  Tra le sue opere più importanti ricordiamo la fabbrica “Bandiera Rossa” a San Pietroburgo e il De Warr Pavilion a Bexhill on Sea nell’East Sussex. 
La sua popolarità, però, è legata ad altri due edifici in cui ironia e funzionalismo, plasticità e dinamismo sono l’impronta delle sue idee sul “progettare”.   Entrambi sono stati realizzati nello stesso periodo, sono la “Torre Einstein”a Potsdam e una “Fabbrica di cappelli” a Luckenwalde.  Il primo edificio, voluto su iniziativa di Herbert Freundlich per verificare la teoria della relatività, celebra piuttosto “la materia sessuale di massa” di Wilhelm Reich.  Il secondo è un omaggio all’arguzia.  Mette insieme “quel essere matti come un cappellaio”, come recita un proverbio inglese, che Lewis Carroll trasformerà in uno dei protagonisti delle avventure di Alice, con la nascita della reclame, come allora si chiamava la pubblicità ingenua.                

(° ) Per la memoria.  A Luckenwalde, durante la seconda guerra mondiale i nazisti vi installarono un campo di concentramento.  Oggi è quasi dimenticato, ma non è stato meno efferato di altri.

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Obiettivo dell’esercitazione è quello di interpretare la “morfologia” del pensiero architettonico di questo autore per la realizzazione di un monumento al design nel cortile dello IED di via Sciesa 4 a Milano.   

Ogni gruppo può elaborare le immagini di questa esercitazione con il mezzo espressivo che ritiene più opportuno, disegno, foto, fumetto, collage, rappresentazione elaborata per via elettronica.
L’elaborato dovrà essere consegnato in copia su dischetto, accompagnato da una breve relazione esplicativa.  Non sono accettati altri supporti.

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