Dai “Lupercalia” al “Giri Choco”. Valentino va in oriente! – IED – Esercitazione 10 – 2010-2011

IED, Milano. Anno accademico 2010-2011

Cattedra di sociologia.

(Esercitazioni)
Esercitazione numero dieci.

Lunedì 14 febbraio 2011.

****

DAI “LUPERCALIA” AL “ GIRI CHOCO”.
VALENTINO VA IN ORIENTE!


14 febbraio. Festa dell’amore, dell’amicizia, …dei bottegai! Le coppie si scambiano rose, cioccolatini, regali. Si scambiano “valentini”, bigliettini affettuosi in cui dominano i cuoricini e i cupido. È stato valutato che sono circa un miliardo il numero dei cartoncini e dei messaggi scambiati, a cui vanno aggiunti i fiori e i dolciumi. Naturalmente non è sempre stato così.

Febbraio è il mese della fertilità e delle passioni carnali. Divide a metà il settimo mese dell’anno secondo il calendario attico, mese dedicato ai matrimoni, ai Gemelli che li proteggevano e alle Gamelie le feste in ricordo delle nozze di Era con Zeus.

A Roma il 15 febbraio si celebravano i Lupercali, festa ambigua e turpe, dei lupi affamati che minacciano i greggi, delle lupae che minacciano la pace familiare trascinando gli uomini nella deboscia. Una festa in cui c’è di mezzo Dionisio non poteva essere diversa, complice Giunone che alle donne rese sterili dall’inverno suggeriva di farsi penetrare (inito e da qui Inuus, Fauno ) da un caprone sacro. I Romani devoti, ma non stupidi, non l’ascoltarono, mentre i caproni, trascinati sulle pire, furono sacrificati e la loro pelle usata come mantella dai Luperci, i giovani sacerdoti che correvano seminudi per le strade, ebbri di vino, con il corpo spalmato di grasso e una maschera di fango sul viso.

È l’ultima festa romana a cadere, abolita dai cristiani che però temendo la forza di Pan la rigenerarono dedicando il giorno prima, il 14 febbraio, a tre martiri e santi, tutti e tre chiamati Valentino, per decreto di papa Gelasio primo.

Nessuna cronaca lega uno di questi San Valentino all’amore cortese se si esclude un documento inglese del quattordicesimo secolo in cui maliziosamente si afferma che in questo giorno gli uccelli si accoppiano.

In realtà il mito di San Valentino, protettore degli innamorati, nasce nell’Ottocento e nel Novecento comincia a diffondersi fuori dall’Europa, soprattutto in Oriente, mentre non ha trovato se non pochi riscontri nell’America Latina – per esempio, il giorno degli innamorati in Brasile, il dia dos namorados, è il 12 giugno. Da una trentina d’anni è divenuto molto popolare anche in Cina, soprattutto nelle grandi città, di solito viene accostato ad un’altra festa tradizionale degli innamorati, il Qi Qiao Jie.

Sponsorizzato dai produttori di cioccolato San Valentino è diventata una festa importante in Giappone dove però ha subito una profonda trasformazione che riflette la grande abilità di questa cultura a metamorfizzare le usanze occidentali con le quali viene in contatto.

Il Giri choco, letteralmente impegno al cioccolato, è l’obbligo che hanno le donne a donare nel giorno di San Valentino del cioccolato agli uomini, soprattutto superiori e colleghi del mondo del lavoro, vicini di casa, amici o conoscenti occasionali come le persone che s’incontrano sui treni dei pendolari. Questo dono deve essere assolutamente ricambiato il 14 marzo, il giorno bianco (Howaito de), naturalmente deve essere più costoso del valore del cioccolato ricevuto, fino a tre volte tanto. Quanto al cioccolato del Giri choko non deve essere molto costoso, per non creare equivoci perché il 14 febbraio è anche il giorno del Honmei choco, il giorno del cioccolato donato con sentimento. È il cioccolato che le donne regalano ai fidanzati, ai mariti e agli amanti, dev’essere di cioccolato superiore e possibilmente lavorato a mano per dare l’impressione che è unico come è unico l’amore. Anche in questo caso il 14 marzo il dono deve essere ricambiato. Il modo perfetto di farlo è con un anello di fidanzamento, ma sono ben accetti tutti i regali preziosi che hanno attinenza alla persona.

In questa parte del testo abbiamo usato spesso la parola “deve”, è un modo grossolano per tradurre l’espressione di “giri”, uno dei sentimenti più complessi della cultura giapponese in cui confluisce il dovere, l’obbligo, l’impegno, la responsabilità, il carico che un individuo sente dentro se stesso nei confronti di un’altra persona, di una circostanza, di una situazione e che è imposto solo dal proprio senso morale, ma con vincoli che sono più forti dell’imperio della legge.

Obiettivo dell’esercitazione è quello di preparare una serie di immagini o/e di gadgets per un produttore di cioccolato europeo che vuole vendere cioccolato per il Giri choco, l’Honmei choco e il giorno bianco ai giapponesi che vivono tra di noi.

L’elaborato dovrà essere presentato su dischetto, accompagnato da una breve relazione esplicativa.

Non sono accettati altri supporti.



















































Questa voce è stata pubblicata in IED - Esercitazioni 2010-11. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *