Through the cheese – Un Manifesto per lo IED – IED – Esercitazione 6 – 2010-2011

IED, Milano. Anno accademico 2010-2011
Cattedra di sociologia.

(Esercitazioni)

Esercitazione numero sei.
Lunedì 17 gennaio 2011.

THROUGH THE CHEESE.
(Un manifesto per lo IED)


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Le goût est une source de plaisir, l’art n’est pas une source de plaisir,
c’est une
source qui n’a pas de couleur, pas de goût.
Marcel Duchamp

Un antefatto. Nel 1942 Marcel Duchamp (Rrose Sélavy) progettò la copertina del pamphlet, “First Paper of Surrealism” utilizzando la foto di un formaggio con gli occhi, come sono chiamati i “buchi” dei formaggi svizzeri. Trent’anni dopo scoppiò una polemica. Il formaggio usato era Emmenthal o Gruyère? Due mercanti d’arte, Arturo Schwarz e Francis M. Naumann, che hanno scritto su Duchamp, sostengono che fosse Gruyère. Stephan E. Hauser, uno storico svizzero, direttore della Zeitschrift für Kunstgeschichte, afferma invece che si trattava di Emmenthal, aprendo una polemica che ha dilagato sul web.

Sono due formaggi antichissimi, di Gruyère si parla addirittura in un documento che risale al dodicesimo secolo. Sono entrambi prodotti con latte vaccino, il Gruyère ha una pasta semidura, untuosa e può presentare dei piccoli occhi. Le forme sono di circa sessanta centimetri di diametro, alte circa undici centimetri. L’Emmenthal, invece, ha occhi grandi dovuti alle sacche di anidride carbonica che si formano durante la maturazione. Le forme hanno un diametro di circa un metro e possono variare in altezza fino a ventisette centimetri. Pesano mediamente un quintale. Di recente il “Ministero dell’Agricoltura” degli Stati Uniti ha diramato una circolare per la quale non possono essere vendute sul suo territorio forme di Emmenthal con occhi superiori ai quattordici millimetri di diametro, la ragione è sconosciuta.

Che cosa si nasconde dietro questo affaire? Va da sé, è quello che vedono questi occhi!

Se invece di usare il formaggio per una copertina di un pamphlet lo usassimo per un progetto visuale che esprima lo spirito dell’Istituto Europeo di Design come sarebbe?

Il simbolo è il segno figurativo di un’idea astratta. Con il simbolo si costruisce un rapporto tra significante e significato, esso definisce una delle due forme dell’ipotiposi (dal greco hypotipóo, abbozzo) – un congegno della retorica che rinvia ad una illustrazione sensibile, ad un modo di rendere sensuale, materiale un’idea. Il grande antropologo Marcel Mauss assegna ai simboli una funzione culturale con la quale gli individui si riconoscono e si trasmettono credenze, miti, riti, valori.

Obiettivo dell’esercitazione è la progettazione di un poster e di un piccolo gadget che utilizzi una fetta o un pezzo di Emmenthal o di Gruyère per esprimere il leitmotiv della creatività visuale rivolto ai giovani.

Il poster e il progetto del gadget possono essere realizzati con il mezzo espressivo che si ritiene più opportuno: disegno, foto, fumetto, collage, rappresentazione elaborata per via elettronica.

L’elaborato dovrà essere presentato su dischetto, accompagnato da una breve relazione esplicativa.

Non sono accettati altri supporti.

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